Il Presidente OICE Giorgio Lupoi ha partecipato ieri al Forum nazionale sulla competitività del costruito dal titolo "Costruire l'Italia di domani", organizzato a Roma, presso l'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone dal Green Building Forum Italia.
Intervenendo nella tavola rotonda dedicata alle infrastrutture e alla competitività, il Presidente Lupoi si è soffermato sull'evoluzione del settore dell'ingegneria nell'ambito della progettazione delle infrastrutture, caratterizzato oggi dalla multidisciplinarietà e dalla collaborazione tra le diverse competenze in considerazione della sempre maggiore complessità infrastrutturale.
La sostenibilità è oggi una delle tante dimensioni integrate nelle prestazioni richieste alle opere edilizie e infrastrutturali e comporta un cambio di approccio alla progettazione, passando dal modello del singolo professionista a quello della collaborazione con altre professionalità. La cultura umanistica - ha sottolineato Lupoi - è intrinseca nella nostra educazione e caratterizza oggi l'ingegneria, che si muove a 360 gradi.
Il Presidente OICE, chiamato a parlare del concetto di "competenza" ha inoltre segnalato le difficoltà affrontate dagli operatori del settore nel vedersi riconosciuto il valore delle prestazioni svolte. Al riguardo, ha segnalato che gli schemi tariffari tradizionali, fermi ormai da anni, non prevedono voci specifiche per la sostenibilità, costringendo le società ad erogare tali analisi complesse senza un'adeguata remunerazione e allocazione di risorse.
A seguire è intervenuto il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, il quale ha posto l'accento anzitutto sul tema della rigenerazione urbana e sul Piano Casa, che punta al recupero di circa 60.000 alloggi pubblici attualmente inutilizzati con un investimento medio di 25.000-30.000 euro per unità a partire dalla prossima primavera.
Secondo il Ministro Salvini è fondamentale applicare alle infrastrutture un criterio di sostenibilità pragmatica, che fugga approcci ideologici ma tenga conto della concreta realizzabilità delle opere e della loro sostenibilità economica. Il green non può essere un obbligo, non può essere vissuto come un handicap, dovendo andare di pari passo con la realizzabilità degli interventi.
Negli ultimi quattro anni - ha sottolineato il Ministro - sono stati messi a terra investimenti e aperti cantieri per un totale di 256 miliardi di euro tra PNRR e risorse statali e l'impegno ora, con la Legge di Bilancio 2027, è quello di trovare nuove risorse per programmare nuovi bandi di gara e garantire la progettazione di nuove opere e l'apertura di nuovi cantieri nei prossimi mesi al fine di evitare una contrazione degli investimenti nel periodo post PNRR.
Per quanto di competenza del MIT, Salvini ha rammentato gli investimenti messi a terra per le grandi connessioni su ferro - tra cui la Torino-Lione e la Milano-Monaco - da completare entro il 2033, gli investimenti sui porti (6 miliardi di euro) e sulla rete idrica (6 miliardi di euro), oltre che quelli sugli aeroporti (9 miliardi). (S.S.)