"Salvato" il Dpcm sul fondo investimenti in infrastrutture da 46 miliardi

8/8/2018

Il decreto-legge "proroghe", convertito in legge dal Senato in questi giorni, ha rsolto lo stallo giuridico determinato dalla sentenza della Corte costituzionale (n. 74/2018) che aveva bocciato la norma della legge di stabilità del 2017 istitutiva del Fondo investimenti in infrastrutture (per l'assenza di consultazione con regioni e enti locali), mettendo in discussione l'efficacia del "Dpcm Gentiloni" dei mesi scorsi con il quale sono stati assegnati 46 miliardi.
La legge di bilancio per il 2017 (comma 140 dell'articolo 1) aveva infatti istituito un Fondo, nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, per assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese in determinati settori di spesa, tra cui i trasporti, le infrastrutture, la ricerca, la difesa del suolo, l'edilizia pubblica, la riqualificazione urbana. A tali finalità erano stati destinati oltre 46 miliardi di euro in un orizzonte temporale venticinquennale. La legge di bilancio per il 2018 ha poi rifinanziato il Fondo investimenti per oltre 36 miliardi dal 2018 al 2033.
Adesso il decreto-legge convertito nei giorni scorsi modifica il comma 140 della legge di bilancio 2017 stabilendo che tutti i Dpcm di ripartizione dei fondo devono essere adottati "previa intesa con gli enti territoriali interessati, ovvero in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano". Era in qualche modo scontato.
Per quel che riguarda il DPCM già adottato nel 2017 per 46 miliardi la norma prevede che per "i decreti adottati anteriormente alla data del 18 aprile 2018 l'intesa può essere raggiunta anche successivamente alla adozione degli stessi decreti" e che "restano in ogni caso fermi i procedimenti di spesa in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto nei termini indicati dalla sentenza della Corte Costituzionale 13 aprile 2018 n. 74".

Per le risorse 2018 (36 miliardi di euro in 15 anni, ma subito impegnabili), la norma sposta la scadenza per l'adozione del Dpcm al 31 ottobre 2018, quando il Presidente del Consiglio varerà il nuovo Dpcm. (A.M.)

 

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