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Stazionario in novembre il mercato dei bandi
per soli servizi
Rallenta la discesa degli appalti "misti" di progettazione e costruzione
Nonostante il risultato stazionario di novembre, -0,2% in valore sullo stesso
mese dell’anno precedente, da gennaio a novembre 2011 si sono persi, rispetto ai
primi undici mesi del 2010, 44 milioni di euro (-7,9%), che salgono a 130
milioni di euro (-20,3%) se consideriamo gli stessi mesi del 2009. Questo, in
estrema sintesi, è quanto emerge dall'aggiornamento al 30 novembre
dell’osservatorio OICE-Informatel sul mercato pubblico dei servizi di ingegneria
e architettura.
Le gare rilevate nel mese di novembre sono state 300 (di cui 35 sopra soglia),
per un importo complessivo di 35,9 milioni di euro (24,4 sopra soglia). Rispetto
a novembre 2010 il numero dei bandi scende del 22,1% (+40,0% sopra soglia e
-26,4% sotto soglia) e il loro valore, come detto, cala dello 0,2% (+46,4% sopra
soglia e -40,4% sotto soglia).
Nei primi undici mesi del 2011 sono state indette complessivamente 3.547 gare
(di cui 398 sopra soglia), per un valore complessivo di 511,7 milioni di euro
(382,7 sopra soglia). Il confronto con lo stesso periodo del 2010 è negativo:
mentre il numero delle gare sale dello 0,3%, il loro valore scende del 7,9%.
Continuano ad essere eccessivi i ribassi con cui le gare vengono aggiudicate: in
base ai dati raccolti a novembre il ribasso medio sul prezzo a base d'asta, per
le gare indette nel 2010, è al 41,8% (era al 41,1% alla fine del mese di
ottobre). Le prime informazioni sulle principali gare indette nel 2011 e già
aggiudicate ci danno un ribasso medio del 40,1%.
“Anche il mercato, con il risultato di novembre - ha dichiarato il presidente
dell'OICE Gabriele Giacobazzi - sembra in attesa di conoscere i
provvedimenti del nuovo governo. Per il momento non possiamo che salutare con
vivo apprezzamento la soppressione della norma della legge statuto di impresa
che, su spinta della Lega nord, aveva innalzato il tetto per gli affidamenti a
trattativa privata di servizi di ingegneria e architettura fino alla soglia
comunitaria dei 193.000 euro; riportare a 100.000 euro questa soglia significa
muoversi in linea con quei principi di concorrenza e trasparenza che
necessariamente devono essere perseguiti con determinazione in un periodo così
delicato come è quello che stiamo attraversando. Altrettanto positive sono le
norme tese a incentivare il ricorso alla finanza di progetto e alle
liberalizzazioni; per quel che riguarda la finanza di progetto in particolare si
tratta di misure che, a nostro avviso, potrebbero anche essere migliorate
estendendole a tutti i settori e non solo a quelli del trasporto. Mancano a
nostro avviso ancora - ha continuato il presidente OICE - degli
interventi efficaci sul fronte della certificazione dei crediti che le imprese e
i professionisti vantano da ormai troppo tempo; così come si potrebbe agire con
maggiore determinazione sul taglio delle spese correnti. Su quest'ultimo fronte
da sempre per l'OICE è prioritario eliminare l'incentivazione del 2 per cento
per la progettazione e la direzione lavori svolta dai tecnici delle
Amministrazioni pubbliche; siamo dell'opinione che l'Amministrazione non debba
progettare ma programmare e controllare. Eventualmente si potrebbe prevedere un
incentivo - peraltro di minore entità - per la programmazione e per il controllo
dell'iter di esecuzione delle opere. Infine si dovrebbe intervenire sul corpus
del Codice dei contratti per ridare al progetto quella centralità che fino ad
oggi è stata disattesa, intervenendo ad esempio sulla riduzione della casistica
per gli appalti integrati. Il lavoro da fare, sotto questo aspetto, è tanto -
ha concluso Gabriele Giacobazzi - l'auspicio è che questo Governo, nel poco
tempo che avrà a disposizione, possa dare segnali chiari e netti sposando una
linea di efficienza ed efficacia degli interventi che non potrà che passare, nel
nostro settore, per una enfatizzazione della qualità progettuale".
Tornando ai dati dell’osservatorio, l'analisi dei dati per tipologia di stazione
appaltante mostra, nei primi undici mesi 2011 rispetto all'analogo periodo del
2010, in campo positivo le Province, 349 gare per 69,3 milioni (+21,2% in numero
e +143,9% in valore), i Consorzi, le comunità montane e altro, 186 gare per 15,8
milioni di euro (+43,1% in numero e +117,6% in valore), le Amministrazioni
centrali e periferiche dello Stato, 197 gare per 74,7 milioni (+87,6% in numero
e +11,9% in valore), gli Istituti per l’edilizia residenziale pubblica, 46 gare
per soli 3,0 milioni (+109,1% in numero e +43,8% in valore). In campo positivo
nel numero ma negativo nel valore: le Amministrazioni regionali, 201 gare per
47,3 milioni (+86,1% in numero e -29,1% in valore), le Università e gli enti di
ricerca, 81 gare per 20,7 milioni (+80,0% in numero e -62,3% in valore). Sono in
campo negativo sia nel numero che nel valore: le Amministrazioni comunali, 2.067
gare per 111,1 milioni (-12,9% in numero e -13,1% in valore), le Concessionarie
e i Privati convenzionati, 330 gare per 157,4 milioni (-9,1% in numero e -15,1%
in valore), le Aziende sanitarie e ospedaliere, 81 gare per 20,8 milioni (-13,5%
in numero e -24,0% in valore).
La posizione dell’Italia rispetto agli altri paesi europei si rileva dal numero
delle gare italiane pubblicate sulla gazzetta comunitaria, che è passato dalle
352 dei primi undici mesi del 2010 alle 398 del 2011, +13,1%. Nell'insieme dei
Paesi dell'Unione Europea la domanda di servizi di ingegneria e architettura
presenta, nello stesso periodo, una crescita maggiore di quella italiana,
+14,4%. Sempre molto modesta, al 2,8%, la quota del nostro Paese sul numero
totale delle gare pubblicate, risultando di gran lunga inferiore rispetto a
quella di Paesi di paragonabile rilevanza economica: Francia 42,6%, Germania
11,8%, Polonia 6,4%, Spagna 4,5%, Gran Bretagna 4,1%.
Sempre negativo l’andamento delle gare miste, cioè per progettazione e
costruzione insieme. Nei primi undici mesi del 2011, rispetto allo stesso
periodo del 2010, il valore messo in gara scende del 15,8%.
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