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Primo semestre 2011: non si ferma
l’arretramento del mercato
Crollo degli appalti "misti" di progettazione e costruzione
Nonostante il recupero di giugno, +21,4% in valore su giugno 2010, il primo
semestre del 2011 si chiude con un pesante -34,2% sul primo semestre del 2010.
Questi in estrema sintesi i dati dell'osservatorio OICE-Informatel sul mercato
pubblico dei servizi di ingegneria e architettura, pubblicati con
l'aggiornamento al 30/06/2011.
Le gare rilevate nel mese di giugno sono state 300 (di cui 41 sopra soglia) per
un importo complessivo di 40,0 milioni di euro (27,7 sopra soglia). Rispetto a
giugno 2010 il numero dei bandi scende del 7,4% (+10,8% sopra soglia e -9,8%
sotto soglia) e il loro valore cresce, come detto, del 21,4% (+32,0% sopra
soglia e +2,7% sotto soglia).
Nel primo semestre del 2011 sono state indette 2.129 gare (di cui 222 sopra
soglia) per un valore complessivo di 242,9 milioni di euro (164,4 sopra soglia).
Il confronto con il primo semestre 2010 è fortemente negativo: mentre il numero
delle gare sale del 4,9% (+8,8% sopra soglia e +4,5% sotto soglia), il loro
valore scende del 34,2% (-43,3% sopra soglia e -1,4% sotto soglia). Rispetto
alla media del valore messo in gara nei primi sei mesi degli ultimi cinque anni,
nel 2011 si perdono più di 145 milioni di euro, non tenendo conto della dinamica
inflativa settoriale.
Il quadro è reso ancora più difficile dal livello raggiunto dai ribassi con cui
le gare vengono aggiudicate: in base ai dati raccolti al 30 giugno il ribasso
medio sul prezzo a base d'asta, per le gare indette nel 2010, è salito al 41,4%
(era al 41,1% a fine aprile). Il ribasso si spinge al 60% per una gara
pubblicata nel 2010 da 'Abbanoa' spa di Nuoro per l'incarico professionale per
coordinamento sicurezza in fase di esecuzione, direzione lavori, misura e
contabilità relativi all’intervento di: schema n° 31 "Tirso", con un importo a
base d'asta di 502.442 euro, che è stata aggiudicata per 200.323 euro.
“I dati del primo semestre 2011 confermano le peggiori previsioni dei mesi
scorsi – Ha dichiarato il nuovo presidente OICE Gabriele Giacobazzi – e,
nonostante l’emergenza economica che attraversa il Paese, chiediamo che
riprendano gli investimenti in infrastrutture soprattutto delle amministrazioni
periferiche, per ridare fiato alle piccole e medie strutture del nostro settore.
Purtroppo, però, le evidenze degli interventi del Governo di queste ultime
settimane depongono sfavorevolmente rispetto ad un rilancio del settore: da una
parte si introducono nel mercato elementi di opacità e di scarsa concorrenza,
dall'altra si rafforzano riserve di attività in capo al settore pubblico con un
evidente nocumento per chi opera in concorrenza sul mercato. E' questo il senso
delle modifiche approvate al Codice dei contratti pubblici con il Decreto
“sviluppo”, che innalza a 40.000 euro la soglia per la scelta in via diretta dei
progettisti, incoraggiando probabili fenomeni di suddivisione degli incarichi di
importo superiore. Anche la legge del 15 luglio 2011 n. 111 sulla Manovra – Ha continuato il
presidente OICE – istituendo una Agenzia per il settore delle strade e
autostrade che potrà anche progettare per altre amministrazioni italiane e per
enti stranieri e prevedendo che l’Anas sia organo in house dell’amministrazione,
non farà altro che porre in essere una vera e propria statalizzazione
dell’ingegneria e dell’architettura. In un periodo di crisi per il mondo
dell'ingegneria e dell'architettura, invece di creare opportunità di rilancio
del mercato, valutando, ad esempio, l’istituzione di un Fondo rotativo per la
progettazione che possa dare corpo alle esigenze progettuali delle stazioni
appaltanti, ci si attiva – sia pure settorialmente - per centralizzare
l'attività progettuale di una delle più rilevanti fette del mercato, quello
stradale e autostradale, mettendo all'angolo gli operatori privati, eliminando
di fatto una buona parte delle gare che ogni anno vengono emesse e fornendo a
pagamento prestazioni che saranno certamente più onerose rispetto a quelle
affidate in gara. La sensazione – Ha concluso Gabriele Giacobazzi – è che
la cultura e la qualità del progetto siano due principi del tutto scomparsi dal
nostro sistema. L’OICE, come sempre, continuerà a battersi in tutte le sedi
affinché il ruolo del progettista e la funzione progettuale abbiano la dignità
che si meritano, nell’interesse dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione
amministrativa”.
Tornando ai dati dell'osservatorio, l'analisi della distribuzione delle gare nei
primi sei mesi del 2011, rispetto allo stesso periodo del 2010, consente di
verificare come la tendenza recessiva registrata a livello nazionale investa
tutte le grandi aree geografiche del Paese: Nord Ovest (-11,5% in numero e
-31,2% in valore), Nord Est (-33,0% in numero e -70,9% in valore), Centro
(+18,4% in numero e -30,8% in valore) e Meridione (+21,3% in numero e -20,1% in
valore). In controtendenza solo le Isole (+54,8% in numero e +37,1% in valore).
La posizione dell’Italia in Europa si rileva dal numero delle gare italiane
pubblicate sulla gazzetta comunitaria, che è passato dalle 204 dei primi sei
mesi del 2010 alle 222 del 2011, +8,8%. Nell'insieme dei Paesi dell'Unione
Europea la domanda di servizi di ingegneria e architettura presenta, nello
stesso periodo, una crescita maggiore di quella italiana, +24,4%. Sempre molto
modesta, al 2,8%, la quota del nostro Paese sul numero totale delle gare
pubblicate, risultando di gran lunga inferiore rispetto a quella di paesi di
paragonabile rilevanza economica: Francia 43,8%, Germania 11,8%, Polonia 6,6%,
Spagna 4,3%, la Gran Bretagna 3,8%.
Sempre fortemente negativo l’andamento delle gare miste, cioè per progettazione
e costruzione insieme. Nei primi sei mesi del 2011, rispetto allo stesso periodo
del 2010, si dimezza il valore messo in gara: -52,1%.
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