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A giugno torna a calare la domanda pubblica
di servizi
In flessione anche gli appalti “misti” di progettazione e costruzione
Continua l’altalena della domanda: dopo il positivo andamento di maggio, a
giugno il mercato torna negativo e perde il 54,8% in valore rispetto allo stesso
mese del 2009 (-40 milioni di euro). Infatti, secondo l’aggiornamento mensile al
30 giugno dell’Osservatorio OICE-Informatel, le gare per servizi di ingegneria e
architettura indette nell’ultimo mese sono state 324 (di cui 37 sopra soglia)
per un importo complessivo di 33,0 milioni di euro (21,0 sopra soglia). Il
confronto con giugno 2009 vede scendere il numero delle gare pubblicate del
15,0% (-17,8% sopra soglia e
-14,6% sotto soglia) e il loro valore, come detto, del 54,8% (-63,5% sopra
soglia e -22,3% sotto soglia).
Il tono negativo di giugno pesa sulla chiusura di tutto il primo semestre del
2010: sono state pubblicate complessivamente 2.029 gare (204 sopra soglia) per
un valore di 369,5 milioni di euro (289,8 sopra soglia). Il confronto con i
primi sei mesi 2009 vede scendere il numero delle gare del 2,0% (-22,4% sopra
soglia e +1,0% sotto soglia) e il loro valore salire solo dell’1,9% (+4,8% sopra
soglia e -7,6% sotto soglia).
Continuano a crescere i ribassi con cui le gare vengono aggiudicate: in base ai
dati raccolti in giugno il ribasso medio sul prezzo a base d'asta per le gare
indette nel 2009 è salito al 37,5% (era al 37,2% nel mese di maggio), che
raggiunge il 69% nell'aggiudicazione della gara dell'Ente Ospedaliero ‘Ospedali
Galliera’ di Genova per l'affidamento del servizio di verifica ai fini della
validazione della progettazione e supporto al r.u.p. per la realizzazione del
nuovo ospedale Galliera, con un importo a base d'asta di 1.297.095 euro.
L’analisi dei dati per macro regioni mette in evidenza che nel primo semestre
del 2010 a reggere il mercato sono le regioni del Nord. Infatti rispetto ai
primi cinque mesi del 2009 abbiamo: Nord-Ovest +8,1% in numero e +21,3% in
valore, Nord-Est +20,3% in numero e +81,6% in valore. Nelle Isole -5,0% in
numero e +0,6 in valore. Nelle altre aree geografiche del Paese il confronto è
fortemente negativo: Centro -16,9% in numero e -28,8% in valore, Meridione
-12,9% in numero e -32,8% in valore.
Il numero delle gare italiane pubblicate sulla gazzetta comunitaria, passato
dalle 263 unità di gennaio-giugno 2009 alle 204 dei trascorsi sei mesi, mostra
una contrazione del 22,4%. Anche nell’insieme degli altri partner dell’Unione
Europea la domanda di servizi di ingegneria e architettura presenta una tendenza
recessiva connotata, però, da una flessione (17,4%) meno accentuata di quella
italiana. Sempre nei primi sei mesi l’incidenza del nostro Paese continua ad
attestarsi su un modesto 3,1% (Francia 44,6%, Germania 10,8%, Spagna 7,5%,
Polonia 5,4%, Gran Bretagna 4,0%, ecc.).
Nonostante la pubblicazione in giugno di un maxi bando da 2.300 milioni di euro,
pubblicato da Autostrada Pedemontana Lombarda spa di Milano, cala il valore
della domanda indiretta che si esprime con le gare per l'affidamento congiunto
di lavori e servizi di ingegneria: nei primi sei mesi dell'anno sono state
pubblicate 781 gare per un importo accertato di 8.746,2 milioni di euro.
Rispetto al primo semestre del 2009 si registra un incremento del 55,3% in
numero ma una flessione del 18,2% in valore.
“I dati di giugno dimostrano che le nostre preoccupazioni sono fondate - ha
dichiarato il presidente OICE Braccio Oddi Baglioni - le Amministrazioni
centrali e periferiche, soprattutto nel meridione, non trovano risorse per gli
investimenti, il mercato sembra ancora tenere solo grazie ai maxi bandi
pubblicati dalle Concessionarie. Il risultato negativo conferma quindi la crisi
delle amministrazioni pubbliche tradizionali e le difficoltà che perdureranno a
causa della negativa congiuntura ancora in atto e degli interventi legati alla
manovra economica che si sta varando. Se sul piano economico c'è poco da essere
ottimisti, sul fronte normativo auspichiamo che la recente approvazione del
regolamento del codice dei contratti pubblici, che si spera venga al più presto
trasmesso alla Corte dei conti per la registrazione, possa - almeno per quel che
attiene alle regole - migliorare il quadro di certezza normativa e mettere in
condizione le stazioni appaltanti di affidare incarichi, con maggiore
trasparenza e acquisendo progetti di maggiore qualità. C'è ancora da valutare
qualche ulteriore modifica al Codice - ha continuato il Presidente OICE -
ad esempio per reintrodurre la procedura ristretta per i servizi, inopinatamente
eliminata dal secondo correttivo, e per limitare l'appalto integrato sul
progetto preliminare, ma sarà il Ministero delle infrastrutture a decidere come
intervenire e se intervenire; noi riteniamo che ancora qualcosa si possa fare
per migliorare il quadro normativo. Così come anche dall'Autorità per la
vigilanza sui contratti pubblici stiamo attendendo utili indicazioni per ridurre
la forte disomogeneità dei bandi di gara di progettazione che spesso determina
contenzioso e ritardi inaccettabili. Siamo invece preoccupati, e con noi lo sono
anche i colleghi di Confindustria e dei Consigli Nazionali degli ingegneri e
degli architetti, che la stessa Autorità possa fornire una lettura forse non del
tutto approfondita della recente sentenza della Corte di giustizia sulle
Università, aprendo alle gare pubbliche la partecipazione di questi soggetti che
ben altre funzioni dovrebbero svolgere (e con ben altro impegno). Sarebbe un
pessimo segnale che incentiverebbe un ritorno ad una Amministrazione che, invece
di svolgere con efficacia i propri fini istituzionali, si fa impresa, senza
alcuna regola, entrando in un mercato già particolarmente in sofferenza. Ci si
augura - ha concluso Oddi Baglioni - che una più attenta riflessione sui
contenuti della giurisprudenza comunitaria, che ha comunque lasciato al
legislatore nazionale la scelta se autorizzare le Università a partecipare alle
gare (e il Codice non ha fatto questa scelta), possa evitare l'introduzione di
ulteriori elementi di criticità in un sistema già pesantemente colpito dalla
presenza massiccia di soggetti pubblici (società di scopo, società in house e
affidamenti infra-amministrazioni) che penalizza chi sul mercato con fatica è
presente da anni e vorrebbe cercare di rimanerci.”
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