In piena sintonia con la politica del "cucu" inaugurata al Forum dei paesi del Mediterraneo dal presidente Berlusconi "che - ha spiegato lo stesso Premier - vuol dire essere aperti agli altri, all'amicizia e avere la volonta' di essere amici di tutti i Paesi del Mediterraneo" - l'OICE ha presentato in Associazione la scorsa settimana, un bilancio molto positivo, con 53 richieste presentate in 18 paesi dell'Asia dell'Africa e del Mediterraneo e 748.000 euro deliberati complessivamente, di tre anni dall'avvio del Progetto Pilota Mediterraneo ora diventato PAAM (Africa,Asia e Mediterraneo).
Uno strumento, che domani sarà presentato al Forum dal responsabile dell'Internazionalizzazione dell'OICE, Francesco Fiermonte, destinato agli associati OICE per svolgere, su invito di un'amministrazione pubblica locale studi di fattibilità nel settore infrastrutturale. Il PAAM è finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico fino a un massimo di 25 mila euro per ogni studio di fattibilità, sulla base della selezione e del monitoraggio effettuati dall'OICE sulle istanze presentate dai propri associati che vogliono andare all'estero con l'intenzione di "mettere radici", cioè aprire una sede o creare una joint venture.
"Dalla riunione di bilancio che si è svolta la scorsa settimana, alla presenza del vicepresidente OICE con delega agli Affari Internazionali, Raffaele Gorjux, del Presidente del Comitato di Monitoraggio del ministero, Maria Pia Angelici, e di Gabriella Gaviano, componente del Comitato che ha seguito passo dopo passo tutte le "istruttorie" e di vari associati che, avendo ottenuto i finanziamenti previsti, hanno raccontato la loro esperienza - dice Fiermonte - è emerso che circa il 50 per cento di coloro che hanno ottenuto in questi anni il rimborso delle spese sostenute nella fase di start up dal ministero ha poi aperto una sede".
E' il caso della Polis Engineering, azienda di Milano che ha di recente inaugurato un ufficio in India mettendolo a disposizione come base di partenza per gli altri associati che volessero entrare nel mercato indiano. Ma altri nomi più noti come C. Lotti & Associati, Thetis, Net Engineeering e Bonifica hanno presentato studi di fattibilità e ottenuto contributi da cui sono partiti per consolidare le loro posizioni in Giordania, Georgia e in Libia. C'è poi il caso della Ird Engineering una dinamica e piccola società di ingegneria con una sede di rappresentanza a Roma che lavora esclusivamente all'estero, la quale ha ricevuto per due anni consecutivi i contributi e ha aperto due sedi una in Serbia e l'altra in Macedonia.
"L'aspetto che mi interessa sottolineare - aggiunge Francesco Fiermonte - è quello della fiducia che nel tempo ci siamo guadagnati col ministero che finanzia gli studi senza altra garanzia della serietà rappresentata dall'offerta vagliata da noi, molto scrupolosamente e in maniera trasparente, come organo di controllo e lo spirito di "community" che si è venuto a creare tra gli associati aderenti al Progetto. Mi è capitato più volte di vedere - racconta il responsabile OICE - che il primo arrivato in un paese dell'Africa o del Mediterraneo facesse da "apripista" a un altro associato che gli chiedeva informazioni e assistenza. Il terzo punto che spiega il successo dell'iniziativa è che gli studi di fattibilità arrivano sui tavoli dei ministeri dei paesi PAAM con su scritto "Repubblica Italiana" e con il logo del ministero dello Sviluppo Economico, cioè in una logica di sistema paese che fin qui non era mai stata di fatto realizzata".
(FC)
In allegato la tabella riassuntiva con i "numeri" del Progetto.